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Mar 14 2019

Un giorno in Borsa – Palazzo Mezzanotte – Milano, economia e gestione dei beni culturali 2008, borsa azionaria di milano.

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economia e gestione dei beni culturali 2008

blog del corso 2007/2008

Un giorno in Borsa Palazzo Mezzanotte Milano

Nell’ ambito delle visite proposte per la 16esima giornata del FAI di Primavera, ho scelto di visitare Palazzo Mezzanotte a Milano, situato in Piazza degli Affari, storica sede della Borsa di Milano.

Il Palazzo fu costruito tra il 1928 e il 1932 dall’omonimo architetto Paolo Mezzanotte, allo scopo di dotare la Borsa di Milano di un palazzo di grandezza sufficiente ad ospitare le strutture della Borsa Valori e delle altre Borse merci (sete, bozzoli, grani). Precedentemente la Borsa di commercio di Milano, istituita con decreto del 16 gennaio 1808 dal Vicerè Eugenio Napoleone, aveva avuto sede nei palazzi del Monte di Pietà, che però si rivelarono presto inadeguati, così fu scelta nel novembre 1809 come sede il Palazzo dei giureconsulti, in Piazza Mercanti. Le attività crescevano impetuosamente e nel 1901 divenne operativa la sede di palazzo Broggi, in piazza Cordusio, oggi sede delle Poste Italiane. Infine con gli anni ’20 del Novecento fu affidato il progetto di costruzione di un nuovo palazzo all’architetto Mezzanotte e fu predisposto un piano di risistemazione urbana per creare una nuova piazza antistante al Palazzo, da chiamarsi Piazza degli Affari. L’edificio presenta un’imponente facciata in marmo bianco, sovrastata da un timpano sorretto da quattro enormi colonne. Ai piedi e alla sommità delle colonne furono poste sculture rappresentanti figure allegoriche sul tema del lavoro dell’uomo. Al centro del palazzo fu previsto una grande salone, che si sviluppava in altezza fino alla sommità dell’edificio, chiusa da un lucernario di vetro. I piani superiori furono destinati agli uffici del Comitato direttivo e di altre istituzioni coinvolte nel funzionamento della Borsa. Durante gli scavi furono scoperti dei resti dell’Anfiteatro romano, ancora oggi visibili al di sotto di alcune teche nel piano seminterrato del Palazzo, che si presenta decorato con maioliche artistiche disegnate da Gio Ponti. Ospitava un albergo diurno e un ristorante con musica dal vivo, detto Taverna Ferrario. Tutti gli arredi del Palazzo e le suppellettili furono disegnati dall’architetto Mezzanotte. Appena entrato in attività, il Palazzo era già dotato delle più avanzate tecnologie del tempo, con cabine telefoniche per comunicare con l’esterno e tabellone meccanico per segnare i prezzi. Con l’istituzione della Consob nel 1974 e l’insediamento della sua sede milanese nel palazzo di fronte a Palazzo Mezzanotte, la piazza divenne il centro della vita finanziaria nazionale.

Ho deciso di visitare questo edificio perché la Borsa mi ha sempre affascinato ed avevo più volte cercato informazioni su come visitare il Palazzo, che mi avevano detto essere quasi sempre chiuso al pubblico. Così ho colto al volo l’opportunità che mi ha dato il FAI di effettuare la visita con una guida e per giunta gratuitamente! Ho trovato la guida abbastanza ben preparata, ma non molto brava ad esporre e a coinvolgere i visitatori.

Sono arrivata per effettuare la visita per le due del pomeriggio e non ho trovato fila, ma quando ho terminato la visita ho potuto ritenermi fortunata, poiché la coda attraversava l’intera piazza. Appena entrati nel Palazzo, una guida ci ha spiegato cos’è la giornata del FAI di Primavera, cos’è il FAI, come associarsi e come diventare “mecenati” oppure “mecenati per un giorno”, a seconda dell’entità della donazione che avremmo fatto, che non era assolutamente obbligatoria per la visita. Nel caso avessimo scelto di effettuare una donazione erano previsti dei gadgets: una maglietta nel caso di una donazione più consistente, un braccialetto simbolico, se si decideva di diventare mecenati per un giorno.

La prima sala visitata è stata quella delle “grida”, inattiva ormai dal 1987, quando le contrattazioni furono trasferite in un prefabbricato appositamente costruito al centro di Piazza degli Affari, a causa di una ingente ristrutturazione che coinvolgeva la sala della “grida”. E’ qui che avvenivano quotidianamente le contrattazioni attraverso gli agenti di cambio, gli speakers e i clienti privati, che si trovavano nella galleria al primo piano, chiamata “parco buoi”, perché si ritenevano i clienti privati piuttosto ignoranti in materia azionaria. Gli spazi riservati alla contrattazione erano detti “recinti alle grida”, o “corbeille”. Attorno ad essi si radunavano gli agenti di cambio per concludere a voce alta ordini di acquisto e vendita. Nella sala regnava la più totale confusione, come è facile immaginare, così si accompagnavano le grida a gesti convenzionali, che indicavano l’intenzione a vendere o comprare, il nome e la quantità dei titoli.

Il linguaggio gestuale lo si utilizzava anche per comunicare tra diverse zone della sala, e nello specifico, tra gli operatori telefonici che parlavano con i procuratori e gli agenti di cambio. In questo secondo ambito di comunicazione si cercavano di criptare i segnali per non far capire agli altri le contrattazioni che si erano effettuate. Immaginare tutto ciò mentre mi trovavo nella sala è stato davvero suggestivo e un supporto visivo era costituito da una raccolta di immagini, che venivano proiettate e che rappresentavano proprio i momenti di più agitata contrattazione. C’è da dire che la sala è stata molto rimaneggiata, per cui oggi appare diversa, in assenza di tabelloni e coperta da pannelli di vetro.

La visita poi è continuata nel piano seminterrato del Palazzo, che non avrei mai immaginato potesse esistere. Decorazioni in maiolica di qualità elevata prodotte dalla Richard Ginori e disegnate del grande architetto Gio Ponti, rappresentanti donne nei più svariati mestieri, hanno attratto la mia attenzione. In una saletta abbiamo assistito alla proiezione di un filmato che raccontava la storia della Borsa di Milano, interessante e coinvolgente.

L’ultima fase della visita è stata poi dedicata all’esterno del Palazzo, per osservare la struttura architettonica, dopo che ci era stato consegnato un libretto sulla storia della Borsa edito da Borsa Italiana , in occasione dei duecento anni della Borsa di Milano. Si tratta di una ricorrenza importantissima, soprattutto dopo l’integrazione di Borsa Italiana con il London Stock Exchange nel corso del 2007, passo fondamentale per lo sviluppo del sistema economico e finanziario italiano.

Il bilancio dell’esperienza è positivo; devo apprezzare l’organizzazione del FAI, che mi è sembrata migliore di quella sperimentata in occasione della Settimana della Cultura, probabilmente perché il FAI è un organismo unico che controlla diversi beni, mentre nella Settimana della Cultura l’organizzazione faceva capo ad ogni singolo ente, che poteva interpretare l’evento a suo modo.

Per una visita del genere sarei disposta a pagare tra i 6 e i 10 euro, perché l’ho ritenuta utile ed esaustiva; mi ha arricchito molto culturalmente, anche se avrei preferito una guida più competente.

Per quanto concerne l’aspetto del marketing, anche qui registro una valutazione positiva: il FAI ha promosso l’iniziativa attraverso uno spot televisivo, quotidiani e attraverso la costante rete di informazioni che collega tutti i beni da loro gestiti. Personalmente ho reperito le informazioni quando mi sono recata a visitare il Monastero di Torba, in provincia di Varese, a Pasquetta ( in occasione della quale era stato organizzato anche il pic-nic di Pasquetta con iniziative per i bambini); ho potuto provare io stessa quanto sia importante creare una rete di referenzialità e collegamento tra i beni culturali, affinché se ne promuova la conoscenza e si invogli un pubblico sempre più vasto, anche attraverso la gratuità, a partecipare ad un evento di natura unica ed esclusiva.




Written by HOTEL


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